NEED IS URGENT OF TESTING FOR COVID IN GAZA

As from ministry of health, al mezzan, palestinian center for humar rights, all journalists networks in Palestine…(you can find the ref in their websites) the corona virus testing is stopped in Gaza because, even if WHO has provided to order testing kits, they were not allowed to enter, up to yeasterday nigth.
Further problems for testing is the lack of chemical supplies required, and that also must be imported for the lab to function, and the insufficient performance of the machinery.

This last, is an other case of the policy of “strategic insecurity and diminution of health and assistance”, and is not a negligence, but undoubtedly purposeful, as all the mechanism of blockade involving even medical supplies is willifull.

Even in the case that also this time, on the brink of the collapse, the facilities for testing will arrive and the criticality in the machinery fixed and the chemical and biological supplies required for the test filled up for a while… even in that case, can you imagine your life always tied to a string in the hands of an unfriendly party, that at the best wants you to be invisible?

I guess that is giving visibility is possibly the main task we can achieve in the immediacy as friends of Gaza to reduce this other critical situation.
Bad publicity for Israel is still (I wander for how long, seen the tiptop walk of self defined “western democracies” ) a restrain from worst, sometimes.

 

Italian Translation
Come comunicato dal ministero della salute, al mezzan, centro palestinese per i diritti umani, tutte le reti di giornalisti in Palestina… (trovate le ref nei loro siti web) testare per coronavirus si è fermato a Gaza perché, anche se l’OMS ha provveduto all’ordine kit, fino a ieri notte sono stati autorizzati a entrare. Ulteriori problemi per i test sono la mancanza di forniture chimiche necessarie, che devono anche essere importate affinché il laboratorio funzioni e le prestazioni insufficienti dei macchinari.
Quest’ultimo, è un altro caso della politica di “insicurezza strategica e diminuzione della salute e dell’assistenza”, e non è una negligenza, ma è indubbiamente intenzionale, poiché tutto il meccanismo di blocco che coinvolge anche le forniture mediche è malevolo.
Anche nel caso in cui anche questa volta, sull’orlo del collasso, arrivino i kit per i test e le criticità nei macchinari fossero risolte e le scorte di sostanze per il laboratorio necessarie per i test riempiranno per un po ‘ lo scaffale… anche in questo caso, riuscite ad immaginare la vita sempre legata a un filo nelle mani di una parte ostile, che, al massimo di ottimismo, ti vuole rendere invisibile?

Immagino che dare visibilità sia forse il compito principale che possiamo assumere nell’immediatezza come amici di Gaza per ridurre quest’altra situazione critica. La cattiva pubblicità per Israele è ancora (chissà per quanto tempo ancora, visto il cammino in punta di piedi di auto definite “democrazie occidentali”) un freno al peggio, almeno a volte.

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