Due nuove consegne di latte in polvere

Care donatrici e cari donatori,
dopo l’ultimo aggiornamento dello scorso febbraio sull’operazione Milky Way, nonostante le difficoltà persistenti per fornire aiuti alla Striscia di Gaza, siamo riusciti ad effettuare ancora due consegne di latte in polvere per neonati ed infanti.

La prima, grazie ad un nostro abituale fornitore, ha permesso di rifornire i centri UNRWA della Striscia di 100 confezioni di latte per neonati intolleranti al lattosio e 216 di latte per bimbi da 6 a 12 mesi. Qui una foto della consegna.

La seconda, effettuata in collaborazione con PCRF Italia e grazie all’efficienza dei loro colleghi internazionali (PCRF, Palestine Children’s Relief Fund) che si sono occupati della logistica in loco, è di pochissimi giorni fa. Finalmente, dopo mesi di tentativi andati a vuoto, siamo riusciti a far arrivare all’ospedale pediatrico Nasser, per utilizzare nelle loro unità di terapia intensiva neonatale (NICU), un consistente quantitativo di latte in polvere per bimbi prematuri, per un importo totale di circa 40.000 euro, suddivisi tra NWRG e PCRF Italia. Qui sotto alcune foto della consegna.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il vostro supporto. Un ringraziamento particolare al Comitato di Milano di Salaam Ragazzi dell’Olivo, che ha contribuito generosamente all’iniziativa, ed un forte ringraziamento anche alla Chiesa Valdese che da diversi anni ci sostiene con i contributi dell’Otto per Mille. La nostra intenzione è di continuare a supportare le strutture di assistenza per mamme e bambini, con forniture di latte e, se sarà possibile, anche di medicinali e strumentazione destinata alla ricostruzione del sistema sanitario della Striscia di Gaza, per cui vi rinnoviamo l’invito a sostenerci con le modalità che vi ripetiamo:

PAYPAL  – Segui questo link (*) o inquadra il QR  

BONIFICO
Conto intestato a: NWRG (New Weapons Research Group) onlus
Iban: IT59Y0501801400000011670924
Swift: ETICIT22XXX  

5×1000:
Codice Fiscale 95170020101

Un caro saluto
Franco Camandona, presidente di NWRG (New Weapons Reseach Group) odv, Genova

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Gaza: Paola Manduca ci ha lasciati ma Milky Way prova a resistere grazie a New Weapons Research Group

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La dottoressa genetista Paola Manduca da sempre dalla parte dei diritti umani ha lavorato per gli ultimi decenni della sua vita a sostegno del popolo palestinese, per oltre 10 anni ha vissuto sulla striscia di Gaza portando alla nostra attenzione rapporti scientifici importantissimi e fondamentali per comprendere non solo come la vita tra le bombe sia devastante ma come geneticamente le tracce della guerra e di quelle armi che anche il governo italiano produce ancora oggi, si tramandino dalla madre al feto e quindi da generazione in generazione.

La presidenza dell’organizzazione è oggi nelle mani del dottor Franco Camandona, consapevole della pesantezza dell’impresa a causa degli eventi istituzionali in continuo mutamento soprattutto a livello di aiuti umanitari, considerando che Israele dal 7 ottobre 2023 utilizza la fame contro i civili come arma di sterminio, senza fermarsi neanche nei confronti dei più piccoli, quindi dei neonati.

La presa di potere da parte di Israele su confini importanti da sempre ritenuti anche solo una mera speranza per accedere sulla Striscia di Gaza, come ad esempio il valico di Rafah ha tolto molte illusioni e distrutto numerosi progetti dediti alla salvaguardia delle puerpere e dei bimbi fragili. Ancora oggi nel silenzio assenso di gran parte della comunità internazionale camion contenenti aiuti umanitari non solo di cibo e latte in polvere ma anche di medicinali che potrebbero permettere a molte vite di essere salvate non potranno entrare nè ora nè in futuro perché bloccati per mesi sotto il sole cocente, deteriorandone così il contenuto e spesso obbligandoli dopo lunghe permanenze a tornare alla base di partenza.

La guerra spesso viene considerata come una circostanza politica, mentre in realtà ancora oggi non solo per il popolo gazawi ma anche per altre culture fragili in balia di armi non convenzionali, rappresenta una sciagura genetica che non devasterà solo le vite coinvolte nel presente, ma nel futuro arrecando danni fisici permanenti anche nei geni che verranno tramandati ai figli futuri.

La dottoressa Paola Manduca ed i colleghi di New Weapons Research Group hanno sostenuto con le proprie forze un progetto a sostegno dei neonati sull’enclave e dei bimbi anche sani impossibilitati di essere allattati naturalmente dalle proprie mamme a causa della debilitazione fisica della popolazione, tutta. Questo progetto ha consentito la consegna di latte in polvere grazie anche al sostegno dei pediatri giordani dando così la possibilità ai neonati ed ai bimbi di pochi mesi di poter sopravvivere raggiungendo lo svezzamento.

Con un comunicato ai donatori il nuovo presidente in carica Franco Camandona conferma la gravità del blocco israeliano soprattutto nei confronti dei più deboli :

“Cari amici che avete collaborato all’iniziativa, purtroppo come molti di voi sanno la nostra Presidente Paola Manduca è deceduta a fine marzo, pur avendo continuato, durante suoi ultimi mesi di grande sofferenza, a dedicare tutte le sue forze all’aiuto ai bambini della Striscia di Gaza e alla denuncia dello sterminio in corso. L’assemblea dei soci mi ha incaricato di assumere la presidenza della nostra associazione e cercherò, con l’aiuto degli altri soci, di portare avanti le iniziative in corso e, per quanto possibile, ad avviarne altre sempre nello spirito che ci ispira: “dalla parte delle vittime delle armi”. Come sapete continuano i bombardamenti sulla Striscia di Gaza ed il blocco di qualunque forma di aiuto, dagli alimentari alle medicine a tende e vestiario, con la colpevole tolleranza di tutto il resto del mondo “civilizzato”. Non potendo nemmeno far entrare latte per neonati siamo comunque riusciti, con i fondi ancora a nostra disposizione grazie ai contributi di voi tutti, a far consegnare ai punti di distribuzione dell’UNRWA una fornitura di quasi 400 scatole di latte e oltre 700 scatole di farina lattea per bimbi di età superiore ai 12 mesi, ancora disponibili presso i magazzini del nostro fornitore sul posto perché introdotte prima del blocco totale. La speranza è che il blocco in corso possa presto finire e gli aiuti possano presto entrare nuovamente nella Striscia. Noi cercheremo con tutto il nostro impegno di adoperarci per non interrompere la fornitura di latte per i neonati di Gaza che non possono essere allattati dalle madri, perchè denutrite, malate o non più in vita, secondo la promessa che ci siamo ed abbiamo fatto di sicurezza nella continuità. Per questo vi chiediamo di continuare a sostenerci, con contributi mensili o donazioni singole. Salute a tutt@”

Per chi volesse continuare a sostenere il lavoro di questa straordinaria equipe trova i riferimenti qui di seguito:

https://we4gaza.org – http://onlus.newweapons.org.

Instagram: new_weapons_research_group

IBAN: IT59Y0501801400000011670924 SWIFT: ETICIT22XXX

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Appello urgente: la politica genocida di Israele per distruggere gli ospedali nel nord di Gaza procede senza controllo nel mezzo dell’inazione internazionale

Gaza, 22 ottobre 2024 – L’esercito israeliano sta attualmente assediando e prendendo di mira i tre principali ospedali del Governatorato di Gaza Nord – l’Ospedale Al-Awda, l’Ospedale Kamal Adwan e l’Ospedale Indonesiano – ordinando a tutti coloro che si trovano all’interno di lasciare le strutture. Il personale medico, i pazienti feriti e malati, compresi bambini e neonati, le donne in travaglio e i loro accompagnatori, sono intrappolati all’interno.

L’intero Governatorato di Gaza Nord è sottoposto a rinnovati ordini di sfollamento israeliani dal 7 ottobre 2024, quando Israele scatenò una nuova ondata di violenza genocida contro i palestinesi nel nord di Gaza. In uno sforzo calcolato per forzare lo sfollamento di massa dei circa 400.000 palestinesi rimasti nel nord di Gaza, Israele ha anche rafforzato ulteriormente il suo assedio sull’area, affamando la popolazione e impedendo alle forniture mediche di raggiungere gli ospedali. Nelle strade di Jabaliya e Beit Lahiya ci sono dozzine di cadaveri e feriti, molti dei quali non possono essere soccorsi o trasportati negli ospedali per ricevere cure mediche urgenti e salvavita.

Le seguenti informazioni sono state raccolte da Al Mezan sulla base di resoconti di prima mano e informazioni disponibili e sono valide al 22 ottobre 2024. La situazione si sta rapidamente deteriorando e, a meno che la comunità internazionale non agisca immediatamente per fermare il genocidio di Israele a Gaza, lo faremo. presto riferiremo del collasso totale di queste strutture mediche.

Ospedale Al-Awda, campo profughi di Jabaliya

L’ospedale Al-Awda, situato nell’area Tal al-Zatar del campo profughi di Jabaliya, è attualmente sotto assedio israeliano. L’ospedale è stato attaccato direttamente dalle forze israeliane il 19 ottobre 2024, quando diversi proiettili di artiglieria hanno colpito il secondo e il terzo piano dell’edificio orientale, danneggiando la rete Internet, parti del sistema di energia solare, i serbatoi dell’acqua e le tubature sul tetto. Questi due piani, che un tempo venivano utilizzati come alloggi per il personale, sono ora fuori servizio a causa del rischio continuo di ulteriori attacchi.

La mattina del 22 ottobre 2024, il dottor Bakr Abu Safiya, capo del dipartimento di chirurgia dell’ospedale Al-Awda, ha detto ad Al Mezan: “Non possiamo lasciare gli edifici dell’ospedale, che comprendono due edifici operativi, ciascuno alto cinque piani. insieme ad un edificio in costruzione. Nessuno, nemmeno le persone ferite, i pazienti o il personale, possono accedere all’ospedale”. Il personale medico ancora presente negli ospedali comprende quattro ostetrici e ginecologi, un chirurgo, due medici d’urgenza, due anestesisti e un numero ridotto di infermieri, che continuano a fornire cure critiche ai bisognosi. Attualmente, l’ospedale Al-Awda sta curando 35 feriti e prendendosi cura di nove donne in travaglio.

Il dottor Bakr Abu Safiya ha aggiunto: “Al momento siamo assediati, con energia in diminuzione, senza carburante per il generatore e forniture mediche estremamente basse, appena sufficienti per soddisfare anche i bisogni più elementari. La situazione è estremamente pericolosa, con l’artiglieria pesante e i bombardamenti aerei su Tal al-Zatar e la presenza quasi costante di droni di sorveglianza israeliani, comunemente noti come quadricotteri, che volteggiano sopra l’ospedale”.

Ospedale indonesiano, Beit Lahiya

L’ospedale indonesiano è attualmente sotto assedio israeliano, con 15 membri del personale medico al suo interno che lavorano per curare 30 feriti, di cui due in condizioni critiche. Due pazienti in terapia intensiva sono già morti a causa delle interruzioni di corrente e della mancanza di ossigeno derivanti dall’assedio israeliano.

La mattina del 22 ottobre 2024, il dottor Marwan Al-Sultan, direttore dell’ospedale, ha detto ad Al Mezan: “Il 19 ottobre 2024, l’esercito israeliano ha bombardato il secondo e il terzo piano dell’ospedale, con schegge sparse in tutto l’ospedale e danneggiando Ieri hanno appiccato il fuoco ad una scuola vicina e c’era il serio rischio che le fiamme raggiungessero i nostri generatori e il serbatoio solare, che sono molto vicini all’edificio. Per fortuna, l’incendio si è spento senza intervento. avremmo dovuto affrontare un grande incendio e potenziali esplosioni”.

Il dottor Al-Sultan ha aggiunto: “Siamo a corto di carburante e non abbiamo acceso i generatori negli ultimi tre giorni. L’ultima consegna di carburante è avvenuta quasi una settimana fa. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha cercato di contattarci già da ieri, ma sia ieri che oggi gli è stato negato l’accesso. Cibo e acqua stanno scarseggiando pericolosamente. I miei colleghi hanno trovato un vecchio sacco di farina conservato in ospedale, che usavano per cuocere il pane. Non c’è nient’altro disponibile. Prima dell’assedio del nord di Gaza, portavamo quotidianamente scorte di cibo, ma ora siamo a corto di tutto”.

Il dottor Al-Sultan ha anche confermato ad Al Mezan che il 21 ottobre 2024 l’esercito israeliano si è avvicinato all’ospedale indonesiano e ha convocato il dottor Iyad Dakka, chiedendo informazioni dettagliate sulla struttura. Hanno chiesto specificamente cosa è immagazzinato nel seminterrato, al primo e al secondo piano e dove si trovano i pazienti. Dopo aver ricevuto queste informazioni, un soldato israeliano ha incaricato il dottor Dakka di aprire tutte le porte del piano terra e di fotografare tutto, avvertendolo che sarebbe tornato. Il soldato ha inoltre dichiarato l’ospedale zona di combattimento, ordinando a tutti di evacuare.

Questa mattina presto, i droni quadricotteri israeliani hanno lanciato volantini a Beit Lahiya dicendo:“A tutti coloro che sono presenti nei rifugi e negli ospedali: siete in una zona di combattimento pericolosa. Per la tua sicurezza, dirigiti immediatamente verso l’ospedale indonesiano attraverso le strade Al-Awda e Beit Lahiya. Qualsiasi movimento in un’altra direzione potrebbe mettere in pericolo la tua vita!”

Ospedale Kamal Adwan, Beit Lahiya

L’ospedale Kamal Adwan, l’unico ospedale con un’unità pediatrica nel nord di Gaza, è sotto assedio dall’inizio di questo mese ed è stato sottoposto a molteplici attacchi israeliani. Ad esempio, intorno alle 9:30 del 19 ottobre 2024, gli aerei da guerra israeliani bombardarono il cortile dell’ospedale. Intorno all’1:00 del giorno successivo, 20 ottobre 2024, gli aerei da guerra israeliani bombardarono l’area circostante l’ospedale e spararono contro i serbatoi dell’acqua e la rete elettrica dell’ospedale.

Il 21 ottobre 2024, il dottor Hossam Abu Safiya, direttore dell’ospedale, ha dichiarato ad Al Mezan: “La situazione è catastrofica, senza risorse disponibili, forniture mediche o materiali di consumo. Siamo sotto assedio totale, l’ingresso di carburante, cibo e medicine è bloccato. L’esercito israeliano ha impedito all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di consegnare forniture mediche essenziali, sebbene sia stato loro consentito di evacuare alcuni pazienti. Siamo di fronte ad un vero e proprio disastro umanitario”.

Stamattina, il dottor Hossam Abu Safiya ha confermato che le forze israeliane stanno circondando l’ospedale Kamal Adwan da tutte le direzioni, ordinando a tutti di lasciare i locali dell’ospedale e le aree residenziali circostanti utilizzando quadricotteri. Attualmente ci sono più di 150 pazienti, compresi bambini in ventilazione e neonati in incubatrici, che non possono essere evacuati. In seguito alla morte di due pazienti, il dottor Hossam Abu Saifya ha affermato che l’ospedale è stato costretto ad attuare un sistema di trattamento prioritario. Molti bambini che necessitano di ventilatori vengono lasciati senza accesso alle attrezzature salvavita.

Un ufficiale dell’ambulanza della Protezione civile ha dichiarato: “Il personale medico [all’ospedale Kamal Adwan] è limitato e il numero di feriti di Jabaliya e Beit Lahiya supera di gran lunga la capacità dell’ospedale. Chiunque sia ferito nel nord viene lasciato dissanguare. Come agenti delle ambulanze, non sappiamo dove portare i feriti. L’ospedale Kamal Adwan può ospitare solo un numero limitato di pazienti, ma nel nord di Gaza, ogni minuto, ogni secondo, le persone vengono uccise o ferite. Le persone non possono accedere ai cimiteri per seppellire i propri cari e ora sono costrette a seppellirli per strada. La situazione è catastrofica. I nostri movimenti come equipaggi della protezione civile e delle ambulanze sono severamente limitati, poiché le forze israeliane ci sparano mentre cerchiamo di evacuare i feriti”.

Conclusioni

L’escalation di attacchi contro tre degli ultimi ospedali funzionanti nei governatorati settentrionali fa parte della campagna sistematica e calcolata di Israele volta a smantellare il sistema sanitario di Gaza. Solo poche settimane fa, la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e Israele ha scoperto che “Israele ha attuato una politica concertata per distruggere il sistema sanitario di Gaza”.

Al Mezan sostiene che lo smantellamento sistematico e calcolato del sistema sanitario di Gaza è una componente fondamentale del genocidio israeliano contro il popolo palestinese di Gaza, volto a distruggere le istituzioni progettate per salvare vite umane e sostenere la salute pubblica e a distruggere fisicamente la popolazione palestinese di Gaza, in in tutto o in parte attraverso la privazione dell’assistenza sanitaria.

A meno che la comunità internazionale non intraprenda azioni concrete per porre fine al genocidio di Israele contro i palestinesi a Gaza, presto racconteremo il collasso totale dei tre ospedali, la morte di dozzine di pazienti in terapia intensiva, compresi bambini, e il rapimento di medici personale e sfollati interni rifugiati in questi ospedali, che saranno prelevati da Gaza e detenuti nei campi di tortura israeliani.

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Joe Biden reclamato dai medici USA

Le atrocità contro il popolo gazawi sono state sintetizzate in una lettera per il presidente statunitense Joe Biden

Mentre gli Stati Uniti d’America continuano a sostenere l’invio di armi a Israele, Donald Trump e Khamala Harris i due candidati alla Casa Bianca confermano che sarà volontà di entrambi proseguire la politica dell’amministrazione Biden a sostegno del governo di Benjamin Netanyahu. Nonostante una gran fetta della popolazione americana lotti quotidianamente contro il genocidio palestinese, una recente lettera inviata al presidente Joe Biden redatta da sanitari statunitensi denuncia ciò che sta accadendo sulla Striscia di Gaza nella totale violazione del diritto internazionale in merito alla distruzione di strutture sanitarie ed al sequestro e l’uccisione di medici e infermieri.

La lettera datata riporta le sconvolgenti dichiarazioni dei medici stranieri che hanno operato sulla Striscia di Gaza:

Non ho mai visto ferite così orribili, su scala così massiccia, con così poche risorse. Le nostre bombe stanno abbattendo donne e bambini a migliaia. I loro corpi mutilati sono un monumento alla crudeltà.

Dr. Feroze Sidhwa, chirurgo traumatologico e di terapia intensiva

Ho visto così tanti nati morti e morti materne che avrebbero potuto essere facilmente prevenuti se gli ospedali avessero funzionato normalmente.

Dott.ssa Thalia Pachiyannakis, ostetrica e ginecologa

Ogni giorno vedevo morire bambini. Erano nati sani. Le loro madri erano così malnutrite che non potevano allattare al seno, e non avevamo latte artificiale o acqua pulita per nutrirli, quindi morivano di fame.

Asma Taha, infermiera pediatrica

A Gaza è stata la prima volta che ho tenuto in mano il cervello di un bambino. Il primo di molti.

Dr. Mark Perlmutter, ortopedico e chirurgo della mano

La lettera è composta da 9 pagine firmate da numerosi professionisti che chiedono l’accesso libero a tutti i convogli umanitari contenenti materiale ed attrezzature mediche, descrivendo la catastrofica situazione che dal 7 ottobre sta annientando la popolazione dell’enclave, descritta attraverso la loro esperienza sul campo:

Praticamente tutti i bambini sotto i cinque anni che abbiamo incontrato, sia all’interno che all’esterno dell’ospedale, avevano sia tosse che diarrea acquosa. Abbiamo riscontrato casi di ittero(che indica un’infezione da epatite A in tali condizioni) praticamente in ogni stanza degli ospedali in cui abbiamo prestato servizio e in molti dei nostri colleghi sanitari a Gaza. Una percentuale sorprendentemente alta delle nostre incisioni chirurgiche si è infettata a causa della combinazione di malnutrizione, condizioni operative impossibili e mancanza di forniture e farmaci, compresi gli antibiotici. Le donne incinte da noi curate spesso davano alla luce bambini sottopeso e non potevano allattare a causa della malnutrizione. Ciò ha lasciato i loro neonati ad alto rischio di morte data la mancanza di accesso all’acqua potabile in qualsiasi parte di Gaza. Molti di quei bambini morirono. A Gaza abbiamo visto neomamme malnutrite nutrire i loro neonati sottopeso con latte artificiale preparato con acqua velenosa. Non possiamo mai dimenticare che il mondo ha abbandonato queste donne e questi bambini innocenti.

Le cure dei bambini gazawi non sono permesse da Biden
TOPSHOT – Members of the Palestinian Abu Dayer family cry the Al-Shifa hospital after the death of family members in an Israeli air strike on the family’s home in Gaza City (Photo by MAHMUD HAMS/AFP via Getty Images)

La lettera continua descrivendo la devastante situazione sanitaria legata alle donne incinte obbligate a sottoporsi a taglio cesareo senza anestesia, qualsiasi donna abbia partorito almeno una volta nella propria vita si renderà immediatamente conto del dolore fisico inimmaginabile che comporti una operazione di questo tipo. Inoltre sottolineano che spesso a causa della malnutrizione e della fatica nel fuggire quotidianamente dagli attacchi dell’ IDF le donne si sono trovate a partorire i propri bambini morti. L’empatia dei medici firmatari della lettera ricordano inoltre i propri colleghi uccisi dai militari israeliani:

Tutti noi abbiamo osservato i reparti di emergenza sopraffatti dai pazienti in cerca di cure per condizioni mediche croniche come insufficienza renale, ipertensione e diabete. A parte i pazienti traumatizzati, la maggior parte dei letti in terapia intensiva erano occupati da pazienti con diabete di tipo 1 che non avevano più accesso all’insulina, a causa della mancanza di farmaci e della diffusa perdita di elettricità e refrigerazione. Israele ha distrutto più della metà delle risorse sanitarie di Gaza e ha ucciso un operatore sanitario su 40 a Gaza. Allo stesso tempo, i bisogni sanitari sono aumentati enormemente a causa della combinazione letale di violenza militare, malnutrizione e malattie.

Quando abbiamo incontrato i nostri colleghi sanitari a Gaza era chiaro che erano malnutriti e devastati sia fisicamente che mentalmente. Abbiamo subito imparato che i nostri colleghi sanitari palestinesi erano tra le persone più traumatizzate a Gaza, e forse nel mondo intero.
Come praticamente tutte le persone a Gaza, avevano perso i loro familiari e le loro case. La maggior parte viveva dentro e intorno agli ospedali con le famiglie sopravvissute in condizioni inimmaginabili. Sebbene continuassero a lavorare con un programma estenuante, non venivano pagati dal 7 ottobre. Tutti erano profondamente consapevoli che il loro lavoro come operatori sanitari li aveva contrassegnati come obiettivi per Israele. Ciò si fa beffe dello status di protezione concesso agli ospedali e agli operatori sanitari in base alle disposizioni più
antiche e ampiamente accettate del diritto internazionale umanitario.

Palestinian medic treats wounded in the Israeli bombardment at Shifa Hospital in Gaza City, Monday, Oct. 23, 2023. (AP Photo/Yasser Qudih)

Intanto:

  1. Tutti i valichi terrestri tra Gaza e Israele, nonché il valico di Rafah, devono essere aperti alla consegna senza restrizioni degli aiuti da parte di organizzazioni umanitarie internazionali riconosciute. Il controllo di sicurezza delle consegne di aiuti deve essere condotto da un regime
    di ispezione internazionale indipendente invece che dalle forze israeliane. Questi controlli devono basarsi su un elenco chiaro, inequivocabile e pubblico attraverso la collaborazione internazionale indipendente, verificato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari nei territori Palestinesi occupati.
  2. Alla popolazione di Gaza deve essere assegnata una quantità minima di acqua potabile di 20
    litri per persona al giorno, come verificato da UN Water.
  3. Deve essere consentito l’accesso completo e senza restrizioni ai professionisti medici e
    chirurghi e alle attrezzature mediche e chirurgiche nella Striscia di Gaza. Ciò deve includere gli
    articoli trasportati nel bagaglio personale degli operatori sanitari per salvaguardarne la corretta
    conservazione, la sterilità e la consegna tempestiva, come verificato dall’Organizzazione
    Mondiale della Sanità. Incredibilmente, Israele sta attualmente impedendo a qualsiasi
    medico di origine palestinese di lavorare a Gaza, anche se cittadino americano. Ciò si fa
    beffe dell’ideale americano secondo cui “tutti gli uomini sono creati uguali” e degrada la
    nostra nazione e la nostra professione. Il nostro lavoro salva la vita. I nostri colleghi
    sanitari palestinesi a Gaza hanno un disperato bisogno di aiuto e protezione e meritano
    entrambi.
    Non siamo politici. Non pretendiamo di avere tutte le risposte. Siamo semplicemente medici e
    infermieri che non possono rimanere in silenzio su ciò che hanno visto a Gaza. Ogni giorno in cui
    continuiamo a fornire armi e munizioni a Israele è un altro giorno in cui le donne vengono
    fatte a pezzi dalle nostre bombe e i bambini vengono uccisi dai nostri proiettili.
    Presidente Biden e Vicepresidente Harris, vi esortiamo a porre fine a questa follia adesso!
    Sinceramente e urgentemente

Feroze Sidhwa, MD, MPH, FACS, FICS
Trauma, acute care, critical care, and general surgeon
Northern California Veterans Affairs general surgeon
Served at European Hospital, Khan Younis, March 25-April 8 Secretary/Treasurer, Chest Wall Injury Society
Associate Professor of Surgery, California Northstate University College of Medicine
Prior humanitarian work in Haiti, West Bank, Ukraine (3 deployments since 2023), and Zimbabwe
Treated victims of the Boston Marathon Bombing
French Camp, CA

Mark Perlmutter, MD, FAAOS, FICS
Orthopedic and hand surgery
Served at European Hospital, Khan Younis, March 25-April 8 President, World Surgical Foundation
Global Vice President, International College of Surgeons Prior humanitarian work in 30 countries
Treated victims of 9-11 and Hurricane Katrina
Rocky Mount, NC

Thalia Pachiyannakis, MD, FACOG
Obstetrician and gynecologist
Served at Nasser Medical Complex, Khan Younis, June 20-July 11 South Bend, IN
Adam Hamawy, MD
Plastic and reconstructive surgeon
Served at European Hospital, Khan Younis, May 1-21 Lt. Colonel, U.S. Army (Ret.)
Princeton, NJ
Bing Li, MD
Emergency medicine
Served at European Hospital, Khan Younis, June 6-13
Served at Nasser Medical Complex, Khan Younis, June 14-20 Served at Indonesian Hospital, Beit Lahia,
June 21-July 3 U.S. Army Veteran
Peridot, AZ
Thaer Ahmad, MD
Emergency medicine
Served at Nasser Medical Complex, Khan Younis & al-Aqsa Martyrs Hospital, Deir el-Balah, January 8-24
Director of Global Health, Advocate Christ Medical Center Assistant Clinical Professor, University of
Illinois Chicago College of Medicine
Chicago, IL
Tanya Haj-Hassan, BM BCh, MSc
Pediatric intensivist
Served at al-Aqsa Martyrs Hospital, March 11-25
Prior humanitarian work in the West Bank with Doctors Without Borders
Rhodes Scholar
Philadelphia, PA
Mohammad Subeh, MD, MS
Emergency medicine and ultrasound

Served at the International Medical Corps Rafah Field Hospital, February 14-March 13
Served at the International Medical Corps Deir el-Balah Field Hospital, June 25-July 18
Mountain View, CA
Nahreen Ahmed, MD, MPH
Pulmonary and critical care intensivist
Served at Nasser Medical Complex, Khan Younis, January 8-21 Served at the MedGlobal/WHO Nutrition
Center, Rafah,; al-Awda Hospital, Gaza City & Kamal Adwan Hospital, Beit Lahia March 4-18
Former medial director, MedGlobal
Previous humanitarian work in Yemen, Syria, Ukraine, and Sudan Philadelphia, PA
Ahmed Hassabelnaby, DO
Emergency medicine
Served at European Hospital, Khan Younis, March 18-April 1 Served at Indonesian Hospital, Beit Lahia,
June 20-July 3 Orlando, FL
Talal Khan, MD, FACP, FASN, FRCP
Nephrologist
Served at Nasser Medical Complex, Khan Younis, July 16-August 13
Clinical Associate Professor, University of Oklahoma College of Medicine
Currently serving in Gaza
Oklahoma City, OK
Mahmoud G. Sabha, MD
Family medicine
Served at al-Aqsa Martyrs Hospital, Deir el-Balah, March 25-April 3
Served at European Hospital, Khan Younis, May 1-17
Dallas, TX
Asma A. Taha, PhD, RN, CPNP-PC/AC, FAAN
Pediatric nurse practitioner
Served at Emirati Hospital for Women and Children, Rafah, February 15-March 1
President, Association of Faculties of Pediatric Nurse Practitioners Professor of Nursing, Oregon Health &
Science University School of Nursing
Portland, OR
Imad Tamimi, DMD
Oral and Maxillofacial Surgeon
Served at European Hospital, Khan Younis, February 8-20 Clinical Associate Professor, Rutgers New Jersey
School of Dental Medicine
President, Palestine Children’s Relief Fund Medical Advisory Board
Clifton, NJ

Chandra Hassan, MD, FACS, FRCS
General, bariatric, minimally invasive, and robotic surgeon Served at Nasser Medical Complex, Khan Younis
& al-Aqsa Martyrs Hospital, Deir el-Balah, January 9-23
Board Member, MedGlobal
Prior humanitarian work in Ukraine and Syria
Associate Professor of Surgery, University of Illinois College of Medicine
Chicago, IL
Hani El-Omrani, MD
Obstetric and regional anesthesiologist
Served at European Hospital, Khan Younis, March 4-18 Assistant Professor of Anesthesiology, University of

Washington School of Medicine
Seattle, WA
Zaher Sahloul, MD, FCCP
Pulmonary and critical care intensivist
Served at Nasser Medical Complex, Khan Younis, January 9-25 President, MedGlobal
Associate Clinical Professor of Medicine, University of Chicago Pritzker School of Medicine
2020 Gandhi Peace Award recipient
Chicago, IL
Mike M. Mallah, MD
Trauma, acute care, critical care, and general surgeon Served at European Hospital, March 4-18
Assistant Professor of Surgery
Director of Global Surgery Program
Charleston, SC
Mohamed Elfar, MD, MSc, FACS, FCCM
Plastic and reconstructive surgeon
Served at European Hospital, Khan Younis, February 8-20 Assistant Professor of Surgery, SUNY Upstate
Medical University Adjunct Professor of Surgery, Touro University New York College of Osteopathic
Medicine
New York City, NY
Hisham Qandeel, MD
Cardiac and thoracic surgeon
Served at European Hospital, Khan Younis, March 18-April 1 Clinical Assistant Professor, Michigan State
University Medical Schools
Lansing, MI

Mohammed J. al-Jaghbeer, MD, FCCP
Pulmonary and critical care intensivist
Served at European Hospital, Khan Younis, March 25-April 8 Cleveland, OH
Waleed Sayedahmad, MD, PhD
Anesthesiologist
Served at European Hospital, Khan Younis, March 25-April 8 Parkland, FL
Amer Afaneh, MD, FACS
Trauma, acute care, critical care, and general surgeon
Served at European Hospital, Khan Younis, March 25-April 8 Toledo, OH
Omer Ismail, MD, FACS
Trauma, acute care, critical care, and general surgeon Served at European Hospital, Khan Younis, May 1-21
Des Moines, IA
Ammar Ghanem, MD, FCCP
Pulmonary and critical care intensivist
Served at European Hospital, Khan Younis, May 1-17
Clinical Assistant Professor, Michigan State University College of Osteopathic Medicine
Lansing, MI
Abeerah Muhammad, MSN, RN, CEN
Emergency and critical care nurse
Served at European Hospital, Khan Younis, May 1-17 Dallas, TX

Abdalrahman Algendy, MD
Anesthesiologist
Served at European Hospital, Khan Younis, February 19-March 5 Toledo, OH
Ayman Abdul-Ghani, MD, FACS, FRCS
Cardiac and thoracic surgeon
Served at European Hospital, Khan Younis, March 25-April 8 Honolulu, HI
Mohamad Abdelfattah, MD
Pulmonary and critical care intensivist
Served at European Hospital, Khan Younis, May 1-17 Los Angeles, CA
Irfan Galaria, MD, MBA
Plastic and reconstructive surgeon
Served at European Hospital, Khan Younis, January 29-February 7 Chantilly, VA
Mohammed Khaleel, MD, MS
Orthopedic and spine surgeon
Served at European Hospital, Khan Younis, April 3-10 Fort Worth, TX
Salman Dasti, MD
Anesthesiologist and interventional pain specialist
San Francisco, CA
Served at European Hospital and Nasser Medical Complex, Khan Younis, June 20-July 4
Bashar Alzghoul, MD, FCCP
Pulmonary and critical care intensivist
Served at European Hospital, Khan Younis, March 25-April 8 Gainesville, FL
Lana Abugharbieh, BSN, RN, CEN
Trauma, operating room, and emergency nurse
Served at European Hospital, Khan Younis & Primary Care Clinics, Rafah, January 24-February 7
Ashburn, VA
Rana Mahmoud, RN, BSN
Emergency and critical care nurse
Served at European Hospital, Khan Younis, January 22-February 6 & March 25-April 8
Wesley Chapel, FL
Tarek Gouda, RN, AACN
Critical care nurse
Served at European Hospital, Khan Younis, March 5-13 San Diego, CA
Ndal Farah, MD
Anesthesiologist
Served at European Hospital, Khan Younis, February 8-20 Toledo, OH
Hina Syed, MD
Internal medicine and geriatric medicine
Served at al-Aqsa Martyrs Hospital, Deir el-Balah, April 1-10 College Park, MD
John Kahler, MD, FAAP
Pediatrician
Co-founder, MedGlobal
Served at Primary Care Clinics, Rafah, January 8-24
Served at Kamal Adwan Hospital and Nutrition Center, Beit Lahia, March 4-25

Chicago, IL
Aman Odeh, MBBS, FAAP
Pediatrician
Served at Emirati Hospital for Women and Children, Rafah, March 20 to April 1
Assistant Professor of Pediatrics, Dell Medical School
Austin, TX
Tamer Hassen, BSN
Trauma and emergency nurse
Served at European Hospital, Khan Younis, April 29-May 22 Bedford, MA
Gamal Marey, MD, FACS, FACC
General, cardiac, and thoracic surgeon
Served at European Hospital, Khan Younis, March 25-April 8 Lt. Colonel, U.S. Army Reserve
Stockton, CA
Ahmad Yousaf, MD, MBA
Internal medicine physician and pediatrician
Served at al-Aqsa Martyrs Hospital, June 24-July 16 Little Rock, AK
Ahmed Ebeid, MD
Anesthesiology and pain specialist
Served at Kamal Adwan Hospital, Beit Lahia, March 25-April 13 Portland, OR
Nadia Yousef, MD
Nephrologist
Served at Nasser Medical Complex, Khan Younis, June 18-July 3 Modesto, CA

CC: Jake Sullivan, National Security Advisor
Anthony Blinken, Secretary of State
Samantha Power, Administrator, USAID
Senator Benjamin Cardin, Chair, Senate Foreign Relations Committee
Senator Jim Risch, Ranking Member, Senate Foreign Relations Committee
Congressman Michael McCaul, Chair, House Foreign Affairs Committee
Congressman Gregory Meeks, Ranking Member, House Foreign Affairs Committee

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Fondo dei piccoli per Gaza

Fondo dei piccoli per Gaza

New Weapons Research Group (NWRG) è un gruppo di accademici, ricercatori, medici e attivisti che si occupa di studiare e denunciare gli effetti delle armi più recenti sulle persone, in particolare donne e bambini. Noi (di NWRG) siamo piccoli, non una grande associazione, ma siamo soddisfatti di aver usato questa piccolezza al meglio riuscendo a coprire negli ultimi 3 anni bisogni essenziali per la sopravvivenza di neonati e bambini.

La piccolezza, con l’aiuto di centinaia di donatori piccoli come noi e di un fondo della Chiesa Valdese ci ha permesso di fare scelte veloci, a seconda delle criticità che ci sono segnalate dagli ospedali, coprendo necessità che gruppi grandi e strutturati non potevano coprire, ma che hanno salvato centinaia di bimbi.

Solo l’anno scorso, prima di questo massacro a Gaza e quando già gli ospedali soffrivano di gravi carenze, siamo riusciti a coprire il bisogno di eritropoietina per il reparto di dialisi pediatrica, salvavita per i dializzati e non coperto del tutto da altre donazioni per i neonati, e abbiamo fornito latte e immunoglobuline per in neonati pretermine, fino ai primi giorni dell’attacco israeliano.

Ora non si trovano medicine da comperare a Gaza, mentre restano ingigantite necessità primarie per le persone rifugiate.

Abbiamo quindi trovato modo di offrire sostegno ad una scuola dove sono rifugiati in un migliaio, nella zona centrale di Gaza con l’aiuto di persone locali e riuscendo ancora a trasferire piccole somme di denaro a rate per fornire pasti.

Abbiamo usato i fondi che la chiesa Valdese ci ha affidato per comperare latte per neonati che stanno morendo di fame e intendiamo continuare questa linea di aiuto appena riempiamo un po la cassa.

Quindi vi chiediamo di donare quello che potete, sarà il fondo dei Piccoli

piccoli noi, piccole le donazioni e piccoli sono quelli che riceveranno sollievo dal nostro lavoro.

Nel frattempo continuiamo a diffondere notizie su Gaza, interagiamo e collaboriamo con gruppi di professionisti della salute in vari paesi e pubblichiamo report scientifici sugli effetti delle guerre.

Grazie

PayPalhttps://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=HG7ZLUS7UJLWY.

Instagram: new_weapons_research_group

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la via del latte. stoccaggio in Giordania

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consegna latte

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la via del latte -milk way

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la via del latte per i bambini di Gaza

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